Bonus Elettrodomestici 2026: Guida Completa per le Famiglie

Bonus Elettrodomestici 2026: Guida Completa per le Famiglie

Il bonus elettrodomestici 2026 esiste ancora, ma non nella forma che molti si aspettano. Il voucher che permetteva di risparmiare fino a 200 euro rottamando un vecchio elettrodomestico si è chiuso a dicembre 2025, mentre resta attiva un’altra misura, meno conosciuta ma più conveniente per chi sta ristrutturando casa: la detrazione IRPEF del 50% su mobili ed elettrodomestici. In questa guida chiariamo quale bonus puoi davvero richiedere oggi, con quali requisiti e come ottenerlo senza perdere la detrazione per un errore formale.

Ne parliamo più nel dettaglio con la titolare del Malandrone Mobili Cristina Ciucci, negozio di arredo e interior design in Toscana (provincia di Pisa a pochi chilometri da Cecina) che da sempre fa della sua missione principale l’attenzione a tutti i dettagli , soprattutto con i clienti in ristrutturazione.

Ecco i punti su cui i consulenti d’arredo e vendita richiamano più spesso l’attenzione dei clienti.

Bonus elettrodomestici 2026: di quale misura parliamo?

Sotto lo stesso nome, negli ultimi due anni si sono susseguite due misure diverse, ed è facile fare confusione:

  • Il voucher rottamazione elettrodomestici (30% di sconto): introdotto dalla Legge di Bilancio 2025, con click day il 18 novembre 2025. I fondi stanziati (48 milioni di euro) si sono esauriti e le domande si sono chiuse il 31 dicembre 2025. Oggi non è più richiedibile.
  • La detrazione IRPEF 50% su mobili ed elettrodomestici: prevista dall’articolo 16-bis del TUIR, confermata anche per il 2026 dalla Legge di Bilancio 2026. È l’unica misura attiva, ma si può richiedere solo se l’acquisto è collegato a una ristrutturazione edilizia in corso.

Se hai già usato il voucher nel 2025, non devi fare nulla: sarà il MIMIT a trasmettere i dati all’Agenzia delle Entrate per la dichiarazione precompilata 2026. Se invece stai cercando un modo per risparmiare sull’acquisto di un elettrodomestico nuovo nel 2026, la strada percorribile è la detrazione legata alla ristrutturazione, che vediamo nel dettaglio.

Per verificare lo stato aggiornato della misura direttamente alla fonte, la pagina ufficiale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy dedicata al Bonus Elettrodomestici conferma che le domande sono rimaste aperte fino al 31 dicembre 2025 e che, superato quel termine, la presentazione delle istanze è sospesa in attesa della verifica di eventuali economie di gestione residue. Sulla stessa pagina il Ministero riporta che sono state presentate oltre un milione di domande, a conferma dell’esaurimento anticipato dei fondi stanziati.

Come funziona la detrazione IRPEF 50% su mobili ed elettrodomestici

Si tratta di una detrazione fiscale, non di uno sconto immediato in cassa: recuperi il 50% della spesa sostenuta, ma in dieci quote annuali di pari importo tramite la dichiarazione dei redditi.

Chi può richiederla

Possono accedere alla detrazione le persone fisiche maggiorenni, residenti in Italia, titolari di un diritto reale sull’immobile oggetto dell’intervento (proprietà, usufrutto, uso o abitazione), a condizione che:

  • sull’immobile siano in corso (o siano stati avviati dal 1° gennaio 2025) lavori di recupero edilizio: manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione;
  • i lavori di ristrutturazione siano stati avviati prima dell’acquisto degli elettrodomestici;
  • a beneficiare della detrazione sia lo stesso contribuente che usufruisce del bonus ristrutturazione per quell’immobile.

La data di inizio lavori deve essere dimostrabile con CILA, SCIA o altra documentazione amministrativa; per gli interventi in edilizia libera è sufficiente una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

Quanto si può detrarre

Il tetto di spesa è di 5.000 euro complessivi tra mobili ed elettrodomestici, per singola unità immobiliare ristrutturata. Il risparmio fiscale massimo è quindi di 2.500 euro, distribuito in dieci rate da 250 euro l’anno. Chi ristruttura più immobili può ripetere il beneficio per ciascuno di essi, sempre nel limite dei 5.000 euro a unità.

Quali elettrodomestici rientrano

La detrazione copre l’acquisto di grandi elettrodomestici nuovi destinati all’immobile in ristrutturazione (es. frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, forni), generalmente con un vincolo di classe energetica minima. Non sono ammessi gli elettrodomestici usati né quelli non collegati all’intervento edilizio.

Come ottenerla senza errori

  1. Pagamento tracciabile obbligatorio: bonifico, carta di credito o di debito. Non sono ammessi assegni o contanti. Non è necessario il bonifico “parlante” dedicato alle ristrutturazioni, ma è consigliabile per evitare errori di attribuzione.
  2. Conservare tutta la documentazione: fatture d’acquisto, ricevute di pagamento tracciabile, comunicazioni CILA/SCIA dei lavori di ristrutturazione.
  3. Indicare la detrazione nella dichiarazione dei redditi (730 o Redditi PF) relativa all’anno di sostenimento della spesa.

Attenzione: se le spese di ristrutturazione sono sostenute da un coniuge e quelle per l’arredo/elettrodomestici dall’altro, la detrazione non spetta a nessuno dei due. Deve essere la stessa persona a beneficiare di entrambe le agevolazioni.

Il punto di vista di chi arreda case in ristrutturazione ogni giorno

Chi vende mobili ed elettrodomestici a chi sta ristrutturando casa vede da vicino un problema molto concreto: la parte fiscale del bonus è chiara sulla carta, ma nella pratica quotidiana sono le scelte di acquisto a fare la differenza tra chi recupera davvero l’intera detrazione e chi, per una svista, ne perde una parte.

L’errore più comune: comprare prima di aver formalizzato l’inizio lavori

Capita spesso che una famiglia, presa dall’entusiasmo per la ristrutturazione ormai decisa, acquisti subito il nuovo frigorifero o la lavatrice “tanto i lavori partono comunque”. È il modo più rapido per perdere il diritto alla detrazione: la data di acquisto deve essere successiva alla data di inizio lavori risultante da CILA, SCIA o dichiarazione sostitutiva. Prima di firmare qualsiasi ordine, vale sempre la pena verificare con il proprio tecnico o commercialista che la comunicazione di inizio lavori sia già stata formalmente presentata.

Classe energetica: un investimento che si ripaga, non solo un requisito

Molti clienti guardano principalmente al prezzo d’acquisto, ma su un grande elettrodomestico usato quotidianamente per anni (lavatrice, frigorifero, lavastoviglie) la differenza tra una classe energetica media e una alta si vede soprattutto in bolletta. Chi sta già investendo in una ristrutturazione — quindi in un miglioramento strutturale della casa a lungo termine — ha tutto l’interesse a completare il ragionamento anche sugli elettrodomestici, invece di ottimizzare solo la spesa immediata.

Coordinare l’acquisto di mobili ed elettrodomestici, non solo per una questione estetica

Dal punto di vista pratico, pianificare insieme l’arredo e i grandi elettrodomestici (in particolare in cucina, dove gli incassi tra mobili ed elettrodomestici richiedono misure coerenti) evita rilavorazioni e costi aggiuntivi in corso d’opera. Ma c’è anche un motivo fiscale: ricordiamo che il tetto di 5.000 euro della detrazione è unico e complessivo tra mobili ed elettrodomestici per immobile. Pianificare l’intera spesa in anticipo, invece di procedere per acquisti separati e non coordinati, aiuta a restare entro il tetto nel modo più efficiente, magari dando priorità agli elettrodomestici a maggior impatto energetico e completando poi l’arredo entro il budget residuo.

Conservare tutto, anche quello che sembra superfluo

Un consiglio pratico che vale la pena ripetere: oltre alla fattura e alla prova del pagamento tracciabile, è utile conservare anche schede tecniche e certificazioni di classe energetica dei prodotti acquistati. In caso di controllo, questi documenti permettono di dimostrare rapidamente che l’elettrodomestico acquistato rientra tra quelli ammessi alla detrazione.

Chiedere sempre un confronto preventivo

Prima di procedere con un acquisto importante legato al bonus, un confronto con chi vende gli elettrodomestici può far emergere dettagli pratici che online non sempre sono chiari — dalle tempistiche di consegna (che devono comunque rientrare nell’anno fiscale di riferimento della detrazione) alla compatibilità delle misure con gli spazi già progettati in ristrutturazione.

Consigli pratici per risparmiare anche senza bonus attivi

Per chi non ha una ristrutturazione in corso e quindi non può accedere alla detrazione, restano comunque margini di risparmio reale:

  • Confrontare la classe energetica: un elettrodomestico di classe A ha consumi molto più bassi nel tempo, compensando un prezzo d’acquisto più alto in pochi anni;
  • Monitorare i saldi stagionali e il Black Friday, quando i grandi rivenditori applicano sconti reali sui grandi elettrodomestici;
  • Valutare il mercato dell’usato garantito o del ricondizionato per elettrodomestici non essenziali;
  • Verificare eventuali bandi regionali o comunali, spesso meno pubblicizzati dei bonus nazionali ma cumulabili in alcuni casi.

Domande frequenti sul bonus elettrodomestici 2026

Il bonus elettrodomestici 2026 è ancora richiedibile?

Il voucher rottamazione del 30% si è chiuso il 31 dicembre 2025 per esaurimento fondi e non è più richiedibile. Resta attiva solo la detrazione IRPEF del 50% su mobili ed elettrodomestici, collegata a una ristrutturazione edilizia in corso.

Posso ottenere la detrazione senza fare lavori di ristrutturazione?

No. La detrazione IRPEF su mobili ed elettrodomestici è collegata obbligatoriamente a un intervento di recupero edilizio (manutenzione straordinaria, restauro o ristrutturazione) avviato prima dell’acquisto.

Qual è l’importo massimo detraibile nel 2026?

Il tetto di spesa è di 5.000 euro tra mobili ed elettrodomestici per singola unità immobiliare, con detrazione al 50%: il risparmio fiscale massimo è quindi di 2.500 euro, ripartito in dieci quote annuali da 250 euro.

Come devo pagare per non perdere la detrazione?

Il pagamento deve essere tracciabile: bonifico, carta di credito o di debito. Non sono ammessi contanti o assegni.

Ho usato il voucher elettrodomestici nel 2025, devo dichiarare qualcosa?

No, non devi presentare nulla di manuale: il MIMIT trasmette direttamente i dati del voucher all’Agenzia delle Entrate ai fini della dichiarazione precompilata 2026.

Se ristrutturo due case posso avere il bonus due volte?

Sì, il tetto di 5.000 euro si applica per singola unità immobiliare oggetto di ristrutturazione: se ristrutturi più immobili, il beneficio si ripete per ciascuno, sempre nel rispettivo limite.

Il coniuge può richiedere la detrazione elettrodomestici se ha sostenuto solo quella spesa?

No: deve essere lo stesso contribuente a beneficiare sia della detrazione per la ristrutturazione sia di quella per mobili ed elettrodomestici. Se le due spese sono intestate a persone diverse, la detrazione non spetta a nessuna delle due.